Ultimo aggiornamento: 2025-12-31
Privacy Proof è il sistema di PureSuite che genera una ricevuta verificabile per ogni elaborazione, così puoi controllare (in modo indipendente) che:
Importante: Privacy Proof è pensato per gli strumenti che elaborano i file localmente nel browser.
La sezione “Converti documenti” usa un nostro server dedicato (https://api.puresuitepdf.com) per eseguire la conversione: in quel caso il file viene inviato al server per la sola conversione.
Quando Privacy Proof è attivo, al download del risultato viene generata anche una ricevuta:
nomefile.psproof.json — la ricevuta (da conservare insieme ai file)allowed/blocked e (se presenti) i dettagli dei tentativi di rete registrati.signature): rende la ricevuta anti-manomissione.La ricevuta viene firmata nel browser con ECDSA P-256 + SHA-256. La chiave privata di firma viene generata ed utilizzata localmente (non viene mai inviata in rete) per creare nuove ricevute.
Cosa succede se cancelli cookie/dati del sito? I cookie non contengono la chiave. Tuttavia, se cancelli i dati del sito (storage/archiviazione del browser per PureSuite), il browser può rimuovere anche la chiave privata: in quel caso PureSuite ne genera una nuova e le nuove ricevute avranno un identificatore (kid) diverso.
Importante: la verifica di una ricevuta già generata continua a funzionare anche dopo la pulizia del browser, perché la ricevuta include la chiave pubblica (in formato JWK) necessaria a verificare la firma.
Se qualcuno modifica anche un solo carattere della ricevuta, la verifica della firma fallisce.
Quando Privacy Proof è attivo, un “Network Guard” intercetta le API di rete più comuni (fetch/XHR/beacon/WebSocket) e:
Se vedi domini Google tra le allowed è tipicamente legato a CMP/ads/analytics: non significa che il tuo documento sia stato inviato come file.
La sezione Converti documenti invia il file a https://api.puresuitepdf.com per la conversione.
Con Privacy Proof attivo, il Network Guard:
https://api.puresuitepdf.com (allowlist);.psproof.json.Se vuoi verificare i file senza fidarti del sito, puoi calcolare l’hash SHA-256 con strumenti standard e confrontarlo con i valori presenti nella ricevuta:
original.sha256 — hash del file originaleresult.sha256 — hash del file risultantecertutil -hashfile "FILE" SHA256Get-FileHash -Algorithm SHA256 "FILE"shasum -a 256 "FILE"sha256sum "FILE"Suggerimento: in Verifica ricevute trovi anche i pulsanti “Copia” per gli hash attesi e per i comandi, così puoi incollarli direttamente nel terminale.
Se hai notarizzato, oltre ad aprire il link “Apri entry” nel browser puoi anche interrogare Rekor da terminale:
curl -s "https://rekor.sigstore.dev/api/v1/log/entries/<UUID>" | headcurl.exe -s "https://rekor.sigstore.dev/api/v1/log/entries/<UUID>" | more(Invoke-WebRequest "https://rekor.sigstore.dev/api/v1/log/entries/<UUID>").ContentQuesti comandi scaricano il JSON pubblico dell’entry: dimostrano in modo indipendente che l’entry esiste nel log Rekor.
Oltre alla verifica locale (hash + firma), PureSuite offre una funzione opzionale chiamata Notarizza (Rekor). Serve a ottenere una prova esterna che la ricevuta esisteva già in una certa data/ora.
.psproof.rekor.json con UUID, integratedTime, logIndex e link all’entry.signature), più firma e chiave pubblica.Nota: Rekor è un registro pubblico. Chiunque può vedere che esiste un record per quell’hash (e vedere firma+chiave pubblica), ma non può ricostruire il tuo file da un hash.
.psproof.json.nomefile.psproof.rekor.json: conservalo insieme alla ricevuta.Hai due modi:
.psproof.json + .psproof.rekor.json.
Se l’hash calcolato localmente combacia, vedrai Notarizzazione (Rekor): OK con data/ora locale (e UTC) e un link “Apri entry”.rekor.sigstore.dev e controlla che l’entry esista e riporticurl.exe (non curl alias) oppure Invoke-WebRequest.integratedTime / logIndex.Rekor usa un timestamp in UTC. PureSuite mostra anche l’ora locale del dispositivo (Italia, USA, ecc.) per evitare confusione.
.psproof.json + file.Suggerimento: conserva la ricevuta insieme ai file elaborati per poterla verificare in futuro.